
"Canone a cinque"
Giro tra le dita
corde stringono i movimenti
apro la bocca per urla mute
vocali restano in gola
esausta di pensieri
stordenti assolati
ardesia e sabbia
riempiono le parole
Insane abitudini
su tasti di ebano e avorio
...
Anto & Sandro (2 la vendetta)
Aridaje...ma stì due ce provano ancora? Nun siete boni...lo volete capire o no!
Il titolo del post è di Alfred Victor de Vigny
Dunque, sarà anche un titolo di De Vigny, ma mi chiedo: se la poesia è una malattia del cervello, il cervello cosa partorisce quando è sano? E poi: se le vocali restano in gola, che fine fanno le consonanti? Interrogativi esistenziali suggeriti dalla vostra bella poesia che sarà pure un canone a cinque, ma un valido concerto a quattro... mani! Ciao, cara MdF. Guido
RispondiEliminaCioè...'sti due parlano come codici fiscali? M cs ccch vgln dr?!!
RispondiEliminaBel titolo...meglio non essere normali allora :)
anch'io parlo come un codice fiscale.. eheh.. sarà che pure io son malata.. però.. beh.. a me sono piaciuti questi versi.. s&a*****
RispondiEliminaVidi un film. Si chiamava il "canone inverso", mi è rimasto dentro. Nell'anima conficcato come una lama che stenta ad uscirne o che io non voglio fare uscire.
RispondiEliminaMah, credo che possiamo provare a essere generosi e dare ad Anto e Sandro una terza possibilità.
RispondiEliminaA proposito, ma la prima si può ancora leggere?
amo le metafore e i codici cifrati... io li promuovo... sbaglio?
RispondiEliminaClelia